Il P. D. di Monte Sant’Angelo, un partito silenzioso con un passato “sospettoso”?
in Politica by Donata dei Nobili - pubblicato il 2011-08-28 14:51
Nella vita civile di una Comunità, ci sono momenti in cui l’intervento pubblico dei cittadini è necessario per liberare le coscienze dalla manipolazione della comunicazione partitica.
Aprire una discussione pubblica, oltre a storicizzare gli accadimenti, serve a rendere plurale l’informazione. Ben venga, quindi, una considerazione scritta da parte di un cittadino, un movimento, un’ associazione, un partito o altro. In attesa che altri lo facciano, rompo i lunghi silenzi ed avvio una libera riflessione sull’agire politico locale.
Con un manifesto pubblico, il P. D. di Monte Sant’Angelo pone alcune domande.
Ebbene, le sue domande hanno l’unico fine di screditare “l’avversario” politico, per frantumare la lacerata coesione sociale della nostra fragile comunità .
Ricorrono, ancora, ad una vecchia e consumata tattica romana per lusingare gli elettori montanari. Divide et impera” ( è meglio tenere diviso il popolo, se è ostile ). Non crediamo che la “teoria del sospetto” e la “prassi staliniana del discredito ” possano contribuire a rendere vivibile questa Città, sfracellata dai troppi diritti violati e dai tanti silenzi politici accomodanti.
Una sana classe dirigente, autorevole e responsabile, non alimenta “la diffidenza sociale” e la rabbia politica. Non giova al buon cittadino vivere in una comunità rancorosa.
Peggio.
Le figlie ed i figli di questa maciullata Città, se non fuggono per motivi di studio o di lavoro, non possono convivere con una politica “vecchia”, che parla un linguaggio staliniano, riadattato da una vecchia “classe dirigente”, che si ripropone.
Monte Sant’Angelo è in cerca di un cambiamento reale. Ma è mai possibile che il “partito-stato” montanaro non percepisca lo spirito di mutamento che attraversa non Monte, ma il Mondo?
Questo tempo storico parla un nuovo linguaggio politico, sociale, culturale e religioso, diverso da quello degli anni Sessanta. Un tempo di vita, che non ha bisogno della mediazione di apparati gerarchici di una superato modello di partito ottocentesco, ma di giovani che sappiano inventare nuovi modi di partecipazione e di pratica del governo comunitario.
A che serve un P.D. locale legato agli interessi politici di Bordo, Campo e Gentile? Un partito alle dipendenze elettorali di “soggetti politici” di altre aree geografiche, che giustificano – come ragionieri - le scelte politico-amministrative a danno della nostra comunità?
A che serve un partito di “cani” ( come scrivono nei loro manifesti) legati, più o meno, al guinzaglio di qualche padrone forestiero?
A che serve un partito senza alcuna autonomia, ossequioso agli ordini di questi signori?
In questo scenario politico, può porre domande un P. D. che non parla del contratto di quartiere: oltre 70 appartamenti da costruire in zone verdi della città;
non parla dell’espansione edilizia selvaggia a Macchia: oltre 1500 appartamenti da costruire;
non parla dello scempio paesaggistico e del forte calo demografico;
non parla dei tanti figli di questa terra impoveriti e pressati da mutui bancari;
non parla dei tanti problemi urbanistici e di vita quotidiana dei cittadini che vivono nella zona “Galluccio” e che bisbiglia, invece, sui diritti sanitari azzerati e sull’ospedale chiuso?
Il P.D. gioca a confondere la Città e definisce il suo silenzio interessato senso di responsabilità. Lo stesso senso di responsabilità che alcuni anni fa gli ha fatto stringere un’alleanza di potere con l’allora Forza Italia, capeggiata dall’ex sindaco Antonio Nigri. Lo stesso senso di responsabilità che lo ha visto protagonista attivo di un ribaltone per costituire una nuova maggioranza consiliare Forza Italia – P.D., contro la volontà dei cittadini-elettori. Lo stesso senso di responsabilità che ha costretto i cittadini di Monte Sant’Angelo a stringere un patto civico in difesa della democrazia locale, sospendendo le divergenze ideologiche.
I ribaltonisti del P.D., di ieri e di oggi, vogliono giustificare, ancora, il loro scarso rispetto dei cittadini montanari, screditando il fronte popolare Uniti per Monte, costituito per ristabilire le regole democratiche nella nostra Monte Sant’Angelo, da loro stravolte. Un fronte di cittadini e forze politiche democratiche che hanno saputo fronteggiare “il golpe del P.D. e di Forza Italia al Municipio”. Lo ripetiamo: in difesa della democrazia civica. Un fronte popolare, denominato Uniti per Monte, legittimato al governo della Città da un forte e responsabile voto democratico.
Il governo della Città di Uniti per Monte, invece, è un’altra storia.
Il PD, quale principale forza di opposizione?
Beh! Il P.D. sarà, forse, forza di opposizione, ma, ad oggi, è un partito silenzioso con un passato locale “sospettoso”.



