Il contratto d'area, una realtà da incentivare
in Politica by Donato la Torre - pubblicato il 2009-03-10 14:40
Strano ma vero, a pochi anni dallo start up del contratto d’area, dobbiamo preoccuparci di rilanciare l’economia industriale della nostra zona.
L’arrivo di tante aziende provenienti dal centro e dal nord est, e la costituzione di alcune aziende locali, ha dato respiro all’economia di questa terra e a quanti sono riusciti ad inserirsi in queste realtà, dando dignità a quei lavoratori che per anni sono stati costretti ad adattarsi a lavori e a stipendi da sottosviluppo ed in condizioni di sicurezza alquanto precarie.
Oggi come mai prima, in questa zona vediamo la gente con il sorriso sulle labbra, grazie ad uno stipendio che onestamente e senza grossi pericoli portano a casa.
Ma tutto ciò non basta, perché va considerata la mortalità infantile delle aziende, e la gestione allegra di qualche altra, che si aggira intorno al 40%, facendo scemare il n° di occupati.
In questi giorni sui giornali si e’ letto di tutto e di più, sulle aziende di questo distretto industriale, questo, se, da un lato fa chiarezza, dall’altro serve a disilludere quanti pensano che il privato sia come il pubblico.
Per i motivi sopra esposti, bisogna rilanciare, subito, la zona industriale, rimuovendo gli ostacoli naturali e burocratici della zona, c’è la necessità che il contratto d’area diventi agli occhi degli investitori, distretto industriale, affidabile e allettante.
Le vicissitudini di alcune aziende non devono coinvolgere le altre che in questo territorio operano, ed operano bene.
L’impegno che tutti devono assumere è il rilancio di questo distretto, riqualificando ed incentivando l’arrivo di altre aziende.
Molti mettono in contrapposizione l’industria con il turismo, è un errore grave, la presenza di industrie provenienti da altre parti d’Italia, non può che fare da vetrina del nostro territorio.
Deve essere impegno della politica, la collaborazione con i vertici delle aziende presenti e future, per far trovare una terra ospitale a chi vuole portare lavoro, dobbiamo essere noi ad ostacolare le situazioni non consone ad un paese civile ed il nostro territorio ha tutte le carte in regola e le persone giuste per dare questi supporti.



