Ingiusta la detenzione di un disabile e la scarcerazione di un assassino Bordo solidarizza con il giovane ristretto nel carcere di Reggio Calabria
in Politica by - pubblicato il 2007-09-06 11:24
‚ÄúE‚Äô contrario al senso comune e diffuso di giustizia verificare che un assassino è scarcerato pochi mesi dopo la condanna mentre un disabile in attesa di giudizio continua ad essere ristretto, senza neanche la dovuta assistenza sanitaria‚Äù.
Lo afferma Michele Bordo, deputato dell‚ÄôUlivo e componente della Commissione Giustizia della Camera, esprimendo solidarietà al giovane detenuto foggiano e alla famiglia di Antonio Rignanese, ucciso la scorsa estate, la quale ha pubblicamente espresso sconcerto e paura per il ritorno a casa dell‚Äôuomo condannato, in primo grado, a 15 anni e 4 mesi di reclusione.
‚ÄúI giudici che hanno deciso in tale senso hanno certamente operato in ossequio alla legge ‚Äì continua Bordo ‚Äì ma chi non è esperto di diritto e, ancor meno, chi ha sofferto le conseguenze di un delitto così efferato non riesce a comprendere come sia potuto accadere. Come sia possibile che l‚Äôassassino di Antonio Rignanese possa vivere, seppure agli arresti domiciliari, in una casa a meno di 500 metri dall‚Äôabitazione dei figli della vittima. Un caso ancor più incomprensibile ‚Äì continua il deputato manfredoniano ‚Äì se lo si raffronta con quello del giovane foggiano detenuto in attesa di giudizio, quindi innocente fino a prova del contrario, nonostante sia disabile al 100%, costretto alla sedia a rotelle ed in attesa, ormai da 7 mesi, di essere sottoposto ad una risonanza magnetica. La fiducia nella magistratura e il rispetto delle leggi non devono e non possono mai venir meno ‚Äì conclude Michele Bordo ‚Äì ma, di fronte a casi del genere, avverto per intero il dovere di sostenere quanti, con grande umiltà, chiedono giustizia e non vendetta, rivendicano diritti e non pietà‚Äù.



