Intervento sul PD di Vieste di Michele Eugenio Di Carlo
in Politica by Componente Assemblea Regionale PD - pubblicato il 2008-06-09 12:05
A fine luglio 2007, Guglielmo Minervini pubblicava sulla stampa e in internet il documento "Il futuro ci convince", condiviso da rappresentanti diversi della societa' civile e della politica pugliese, partendo dal bisogno e dalla necessita' di offrire un contributo partecipato alla nascita del Partito Democratico, aprendo al contributo di soggetti che guardavano idealmente alla politica in modo programmatico.
Gran parte della Margherita del Gargano Nord e parte di quella di Vieste aderivano a questo documento con la speranza di rinnovare la politica, convinti di sperimentare forme nuove di partecipazione in grado di mettere al centro le persone, il loro valore, la loro domanda di senso.
Il documento affermava con forza che…."il Partito Democratico ha un senso se libera le energie bloccate, soprattutto quelle dei giovani, se sprigiona le idee, le speranze, le passioni perche' diventino una forza che incide nei cambiamenti. Anche qui in Puglia il cambiamento deve riguardare il metodo. Il Partito democratico deve nascere da una discussione pubblica, e quindi condivisa, piuttosto che dalla vecchia pratica oligarchica delle deleghe dall'alto …. "
Per realizzare il nuovo PD occorreva innalzare una barriera insormontabile tra chi tiene fermo lo sguardo sui problemi e sulle soluzioni da chi utilizza i problemi per giocare partite personali e di potere, occorreva disegnare un piano di azione condiviso verso cui muovere e unificare le diverse anime e culture, occorreva sconfiggere l'idea di una politica che governa dall'alto, fatta di gerarchie auto referenti e feudali, di apparati che privano i cittadini del giusto e necessario protagonismo per divenire semplici spettatori di un film gia' visto.
Ci siamo riusciti? A Vieste, sicuramente no!
A sette mesi dalle primarie di ottobre e' tempo di bilanci!
Il partito nato per includere le diverse anime ha escluso e diviso, i giovani che dovevano rappresentare il rinnovo della classe dirigente sono gia' vecchi, non hanno saputo o voluto muovere le passioni, svegliare le coscienze, fare sognare una citta' diversa da quella governata da sempre dal centro-destra. Il partito ha generato sfiducia, malessere, distacco, qualunquismo.
Non abbiamo segnato la differenza dai nostri avversari, anzi rischiamo di usare la politica come loro.
La gente ci giudica, giustamente, come una casta che difende i propri privilegi.
Abbiamo sonoramente perso le elezioni provinciali, non perche' il candidato non fosse valido, ma perche' abbiamo prodotto una nuova classe dirigente virtuale, non rappresentativa di tutto il PD e di gran parte del centro-sinistra, in un nuovo partito gia' nato vecchio, segnato da contrapposizioni, da scontri, da logiche di potere piuttosto che da slanci ideali sulle reali questioni tematiche. Finora, tra personalismi e verticismi, abbiamo prodotto un partito senza politica, alle primarie abbiamo promesso una svolta nei metodi e non l'abbiamo realizzata, alle vecchie oligarchie se ne sono aggiunte di nuove.
Ora basta! Che ognuno assuma la propria responsabilita' rispetto ad un impegno politico autentico e vero! Il futuro del centro-sinistra a Vieste, ma anche a Foggia e a Bari, ci impone di non sprecare la riflessione che la sconfitta elettorale ci offre.
Che il PD a Vieste diventi un partito di cittadini attivi, una comunita' di cervelli, di idee, di progetti, che si ritorni a parlare di diritti, di salute pubblica, di sicurezza, di beni ambientali e culturali, di futuro per i giovani, di nuove e migliori prospettive economiche, sociali e culturali per la citta'.
Solo cosi', e non altrimenti, il futuro del PD a Vieste potra' ancora continuare a convincere.



