Intitolazione del Circolo del PD di San Marco in Lamis a Donatello Compagnone

San Marco in Lamis - Seppur poco conosciuto, Donatello Compagnone è stato un cittadino sammarchese straordinario del XVI secolo («civem Sancti Marci in La- mis», così come si evince dalla iscrizione lapidea che fu affissa a quei tempi presso le mura cittadine e che ora è situata al primo...

in Politica by Il Circolo di San Marco in Lamis - pubblicato il 2010-05-24 17:53
Partito democratico

Seppur poco conosciuto, Donatello Compagnone è stato un cittadino sammarchese straordinario del XVI secolo («civem Sancti Marci in La- mis», così come si evince dalla iscrizione lapidea che fu affissa a quei tempi presso le mura cittadine e che ora è situata al primo piano di Palaz- zo Badiale) che grazie al suo operato in difesa dei diritti della collettività sammarchese («detta Huniversità et huomini di quella») riuscì, dopo più di vent’anni di controversie, grazie ad una copia dei “Capituli” in suo possesso, a far ristabilire nel 1559 dall’abate commendatario Vincenzo Carafa (insediatosi nel 1556) quei diritti (immunità, franchigie, usi civici vari, come il poter far legna, spigolare e far pascolare gli animali, ma anche la richiesta di “un giusto salario” per i lavoratori o la concessione di un giorno settimanale di mercato), che precedentemente la comunità aveva goduto e che da diversi anni erano stati usurpati ai cittadini da parte di «offigiali» e «affittatori» dell’abate.

Questa grande vittoria civica e di difesa dei diritti acquisiti, che ha mi- gliorato le condizioni di vita dei sammarchesi del tempo, non deve essere dimenticata. Ecco perché il Circolo del partito Democratico ha deciso di tributare a questo nostro concittadino, seppur vissuto quasi 5 secoli fa, questo riconoscimento, affinchè Compagnone possa essere ancora un simbolo e un esempio di civismo e di difesa della legalità, dei diritti e del lavoro, valori che sono connaturati nel DNA del nostro Partito. Egli può darci ancora oggi un grande esempio politico e di vita che crediamo di poter riassumere in due insegnamenti fondamentali:

1) mai permettere che i nostri diritti acquisiti vengano calpestati senza lottare per difenderli;
2) la lotta non violenta, improntata al rispetto della Legalità e alla fiducia nella Giustizia e nelle Istituzioni, è la strada giusta da seguire per difen- dere quanto è in nostro diritto.