La Provincia non diventi teatro della campagna elettorale foggiana

Foggia - “Le strutture dell’Amministrazione provinciale non sono mai state utilizzate per manifestazioni elettorali, grazie ad un’intesa bipartisan trasfusa nei regolamenti d’uso che una forza politica di maggioranza e un candidato al Consiglio comunale di Foggia hanno...

in Politica by Gianni di Bari - pubblicato il 2009-06-01 13:12
Partito democratico

“Le strutture dell’Amministrazione provinciale non sono mai state utilizzate per manifestazioni elettorali, grazie ad un’intesa bipartisan trasfusa nei regolamenti d’uso che una forza politica di maggioranza e un candidato al Consiglio comunale di Foggia hanno sostanzialmente e palesemente violato”.

Lo afferma Antonio Prencipe, capogruppo del PD in Consiglio provinciale, annunciando la presentazione di un’interrogazione per chiarire quanto accaduto all’ODA Teatro nel pomeriggio del 30 maggio.

Agli atti dell’assessorato alla Cultura, competente per il rilascio dell’autorizzazione all’uso di questo e degli altri contenitori culturali gestiti da Palazzo Dogana, “figurerebbe la richiesta di un’associazione culturale per lo svolgimento di un’iniziativa con finalità benefiche – prosegue Prencipe – Nei fatti, ci risulta che: all’esterno ed all’interno del teatro siano stati installati pannelli pubblicitari di propaganda elettorale di un candidato consigliere comunale della lista del Popolo delle Libertà; in apertura della manifestazione, siano stati invitati a salire sul palco e ad intervenire questa stessa persona e il candidato sindaco del PdL, Enrico Santaniello; da entrambi siano state date, esplicitamente e ripetutamente, indicazioni di voto”.

“Abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare la correttezza istituzionale dell’assessore Consiglio; dunque chiediamo a lei di chiarire quanto accaduto – conclude il capogruppo del Partito Democratico – al solo scopo di tutelare la dignità istituzionale della Provincia; che, se la ricostruzione effettuata rispondesse al vero, sarebbe stata incrinata da chi rappresenta l’intero Consiglio provinciale, e non avrebbe dovuto consentire a se stesso e ad altri di aggirare maldestramente il regolamento e raggirare un organo istituzionale”.