La fase congressuale conclusa non ha consegnato una piena leadership ma si ` raggiunto un compromesso
in Politica by Pasquale Renzulli - pubblicato il 2010-01-14 16:07
Domenica 10 gennaio, si è concluso il congresso di circolo, del PD di Monte Sant’Angelo, con l'elezione del nuovo coordinatore, l'avv. Girolamo Arciuolo, e del nuovo coordinamento cittadino.
Il nuovo coordinatore Arciuolo, nel suo intervento, ha ringraziato il coordinatore uscente Renzulli: “Per il lavoro svolto in una fase difficile e travagliata e per i buoni risultati non di meno conseguiti con il tesseramento, in fase di crescita, per le iniziative politiche svolte, per i buoni risultati elettorali conseguiti nel corso delle ultime competizioni”.
Si è giunti, solo in extremis, alla soluzione di affidare l’incarico all’avv. Arciuolo, plebiscitato unitariamente, per acclamazione, senza alcuna votazione. Tale decisione è stata presa alla vigilia del congresso, da un gruppo ristretto di garanti, che hanno deciso su Arciuolo al fine di superare l’'empasse' delle due candidature emerse nelle diverse assemblee precongressuali: quella del coordinatore uscente Renzulli, motivata politicamente, a culmine di un lavoro ampiamente riconosciuto, e quella del Sig. Guidato Michele, membro della segreteria che ufficializza la sua candidatura a ridosso della data congressuale, alternativa che, di fatto, non ha convinto.
Una distorsione nell’andamento del congresso c’è stata, tanto da convincere l’ex coordinatore a non partecipare ai lavori finali del congresso, non abbandonando così il progetto e il partito, ma sollevandosi da ogni responsabilità politica per la decisione presa. Senza nulla togliere alle qualità umane e politiche dell’avv. Arciuolo, esponente dell’anima storica del partito, membro della segreteria uscente, forse occorreva una maggiore e accurata riflessione politica, per far convergere la scelta più sugli obiettivi, invece che sui nomi, per celebrare un congresso più incisivo politicamente, per un grande partito come il PD di Monte Sant’Angelo che vanta più di 130 iscritti, con più di un terzo di elettori montanari.
La fase congressuale conclusa, quale prosecuzione del percorso accidentato e tortuoso che ha accompagnato tutta la nascita del PD montanaro, con tutte le vicende che si sono succedute, non ha consegnato una piena e solida leadership, si è raggiunto solo un compromesso. L’avv. Arciuolo è stato designato, come migliore soluzione, in questa fase di transizione, ma bisogna lavorare già in prospettiva. Ora occorre saper attivare tutte le energie, per non disperdere le risorse acquisite, aprendo, al mondo delle associazioni, a quello cattolico, alle categorie produttive. Occorre recuperare la fiducia di un elettorato montanaro ben orientato, che tradizionalmente s’identifica nei valori del PD e del centrosinistra, ma che ultimamente, come negli ultimi appuntamenti elettorali locali, ha manifestato il disappunto, sugli uomini e sulle scelte intraprese dal partito.
Occorre abbandonare con coraggio la cultura del veto corporativo, dell’interdizione, dell’intrigo e del complotto, per diventare un partito maturo che pratica la politica con la “P” maiuscola. Gli spazi politici conquistati con il lavoro, la militanza e il consenso non devono essere negati, ma lasciati al merito, fuori da ogni ostracismo politico, per crescere insieme, sulla legittimazione reciproca. Non si può abbandonare la politica alle decisioni prese da piccoli gruppi, la comunità è viva e vuole partecipare alle scelte.
Al di là dalle frasi scontate, degli ovviomi, della semplice retorica politica, il PD deve recuperare ancora l’incisività della propria azione politica, per ritornare a esercitare con chiarezza il ruolo che gli compete, quale partito di governo dei processi economici e di sviluppo, per il futuro della comunità.



