Legambiente di Monte Sant'Angelo: favorevoli all'eolico off shore, no a quello nell'entroterra di Monte: "non ci sono aree adatte" "Se il comune vuole fare cassa con l'eolico l'unica strada é quella di costruire due pal

Monte Sant'Angelo - Si esprime nei meriti la Legambiente di Monte Sant'Angelo che, favorevole allo sviluppo delle fonti alternative di energia, eolico compreso, si dichiara entusiasta dell'ipotesi di sperimentazione dell'eolico in mare nel Golfo di Manfredonia, assolutamente contrario alla realizzazione di...

in Politica by - pubblicato il 2007-11-26 18:57

Si esprime nei meriti la Legambiente di Monte Sant'Angelo che, favorevole allo sviluppo delle fonti alternative di energia, eolico compreso, si dichiara entusiasta dell'ipotesi di sperimentazione dell'eolico in mare nel Golfo di Manfredonia, assolutamente contrario alla realizzazione di parchi eolici nell'entroterra del territorio comunale di Monte Sant'Angelo, "poichè non ci sono aree disponibili", spiega il presidente Franco Salcuni, che ricorda come "il regolamento regionale dell'eolico rende disponibili allo sviluppo dell'eolico le aree libere da vincoli derivanti dalla presenza di Aree Protette, Siti di Importanza Comunitaria (SIC), e Zone di Protezione Speciale (ZPS). Nel territorio di Monte Sant'Angelo esistono solo due piccole aree libere da questi vincoli e, sebbene non vincolate, sono di interessate per l'escursionismo e lo sviluppo del turismo rurale. Sono il Piano di San Vito, al confine con la Foresta Umbra, e Setizze ai piedi di Monte Spigno. Entrambe queste aree sono interessate da interventi di valorizzazione con lo sviluppo di aziende agrituristiche e sono snodo viario essenziale del crescente flusso escursionistico, soprattutto di stranieri e di sportivi, che sta interessando questa zona del Gargano in periodi non stagionali. Il turista del Parco non bada ai confini dell'area protetta, quando si muove nel territorio.
Tali confini sono frutto di un compromesso politico che non rispetta la continuità ecologica degli ecosistemi territoriali, come gli escursionisti ci dimostrano. La comunità di Monte Sant'Angelo potrà dare comunque il suo contributo all'attuazione del protocollo di Kyoto appoggiando pienamente, come Legambiente ha fatto, i progetti di sviluppo dell'eolico off shore nel Golfo di Manfredonia, e varando, nel contempo, iniziative concrete che mirino al risparmio energetico nei consumi pubblici e privati della cittadina. Nonostante la proverbiale oculatezza dei montanari, Monte è un comune sprecone e inefficiente sia nella gestione delle risorse energetiche che nella gestione dei rifiuti, con una raccolta differenziata al 4%".
Se poi il comune di Monte Sant'Angelo intende fare cassa con l'eolico, come l'assessore all'ambiente Mimmo Ciuffreda ha esposto nel corso dei lavori dell'assemblea che Legambiente ha dedicato all'argomento, la strada che Legambiente suggerisce è sorprendente e innovativa: pochissime pale, due o tre, anche in luoghi paesaggisticamente delicati, ma con un alto rendimento economico per la comunità. "Stanno crescendo, spiega Salcuni, le esperienze di Comuni che si fanno direttamente imprenditori dell'eolico e che assicurano, con una o due pale di proprietà comunale, un rendimento per le casse comunali superiori di molto, rispetto alle donazioni che le aziende fanno ai comuni. E' da notare, inoltre, che la finanziaria all'esame del parlamento, prevede l'abolizione dell'obbligo di tali donazioni da parte delle aziende".
Questa posizione è emersa durante i lavori della tre giorni che Legambiente ha dedicato a Monte Sant'Angelo, dal 22 al 24 novembre, portando all'attenzione della cittadinanza una serie di temi strategici per il futuro della comunità e del territorio Garganico.

Fonte Legambiente Monte Sant'Angelo, circolo FestambienteSud

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