Manfredonia e la sua identità di Matteo Palumbo
in Politica by - pubblicato il 2007-12-10 10:28
Il mare rappresenta il passato, il presente ma soprattutto il futuro dello sviluppo culturale turistico di Manfredonia. Questo il messaggio e l‚Äôaccorato appello che si evincono dalla conferenza ‚ÄúLa cultura del mare a Manfredonia ‚Äù, tenutasi sabato 1 dicembre, presso il Palazzo dei Celestini. L‚Äôevento è stato organizzato dal Lions Club Manfredonia Host con il patrocinio dell‚ÄôAmministrazione ed alcune associazioni locali: Provincia di Foggia, Comune di Manfredonia, Capitaneria di Porto, Lega Navale, Associazione Nazionale Marinai d‚ÄôItalia e Centro Cultura del Mare onlus. Il discorso si è evoluto intorno a tre relazioni: ‚ÄúManfredonia marinara; identità e rappresentazione‚Äù, tenuta da Giovanni De Vita, professore associato di Antropologia cultrale all‚ÄôUniversità di Cassino; ‚ÄúLessico e proverbi marinareschi‚Äù di Pasquale Caratù, ordinario di Linguistica italiana all‚ÄôUniversità di Bari e di Matteo Rinaldi, studioso di paremiologia e tradizioni popolari e rappresentante del nuovo Centro di documentazione storica di Manfredonia; ‚ÄúIl museo del mare: dall‚Äôidea alla realizzazione: l‚Äôesempio del museo civico di Bisceglie‚Äù di Pasquale Stipo, dirigente del Ministero del Tesoro e Paolo Tarantini, conservatore del museo oggetto della relazione. L‚Äôintento del meeting è stato quello di accostare aspetti diversi del patrimonio marinaro di Manfredonia, al fine di risvegliare la consapevolezza della collettività e promuovere l‚Äôinteresse attivo delle istituzioni. Ad aprire il meeting è stato Giovanni Simone presidente della neonata associazione che vuole la costruzione a Manfredonia del Museo del mare, e che nel suo discorso ha più volte rimarcato la necessità di questa struttura di riferimento sul Territorio. A seguire ha preso la parola Luigi Scuro ideatore del logo della suddetta associazione. ‚Äú L‚Äôidea nasce pensando agli scopi che la stessa associazione si pone e quindi: il recupero, la conservazione e la trasmissione di quell‚Äô immenso patrimonio di cultura che si è sviluppato intorno a questa grande risorsa che la natura ci ha consegnato, ho riletto le origini con la quale questo si è potuto costituire nel tempo. Il logo narra il profondo rapporto tra l‚Äôelemento umano e quello naturale descritto nei quattro segni che lo compongono- e specifica- La stele dauna, segno di una antico passato che originatosi tra l‚ÄôVIII° e il IV°secolo a.C. si è sviluppato successivamente nel mondo romano, costituendo oggi un importante punto di riferimento nel basso adriatico. Quindi la stele come segno distintivo di una comunità di antica fondazione che deve riscoprire nel suo passato un presente da custodire e trasmettere. La vela, come lo scudo raffigura l‚Äô attività dell‚Äôuomo specificatamente in questo caso al mare, luogo, da cui per secoli ha tratto la sua fonte di sostentamento e simbolo dello sviluppo di un‚Äôarte come quella della navigazione che ha fatto degli italici e del sipontino in particolare il suo principale carattere distintivo. La stele e la vela, sono il risultato di quell‚Äôevoluzione realizzatasi con i secoli ed è descritta dalla presenza dell‚Äôelemento naturale del sole, esso caratterizza l‚Äôavvicendarsi dei giorni e quindi del tempo. Il sole con la sua corona descrive anche una evoluzione di conoscenza che si stabilisce nel matrimonio tra l‚Äôuomo e il mare attraverso la cultura- e continua-
Il mare descritto nella sua sinuosità come quel lembo di costa che esso stesso bagna e che meglio rappresenta con lo scudo dauno, il sito geografico dove nell‚Äôantichità le nostre origini trovarono la luce. Allo stesso modo il mare e lo scudo descrivono un pesce i cui rimandi figurativi non sono del tutto casuali e parlano di una serie di valori che anche nel XXI° secolo costituiscono la radice più vera della cultura di questa terra- e conclude- Tante altre cose si possono evidenziare ma preferisco che le possiate scoprire giorno dopo giorno nell‚Äôattività che il CCM Onlus, si propone di realizzare per conseguire il suo scopo principale. La realizzazione di un Museo del Mare a Manfredonia che sia un contenitore fisico e di pensiero attivo in ragione di quanto è stato descritto‚Äù Il primo relatore è stato il prof. Giovanni De Vita, che ha relazionato in merito al tema ‚ÄúManfredonia marinara; identità e rappresentazione‚Äù. ‚ÄúNon bisogna sovrapporre l‚Äôidentità e l‚Äôappartenenza ad un territorio- dice De Vita- Non bisogna pensare al mare che appartiene ai soli pescatori o agli operatori marittimi, ma appartiene a tutta la città. A Manfredonia si deve costruire un museo del mare che debba innanzitutto mettere in evidenza lo stretto legame tra Manfredonia ed il Mare. Bisogna pensare ad un progetto di promozione e valorizzazione del Territorio con il Museo, e tentare una integrazione tra enogastronomia e pescaturismo- e sottolinea- I mUsei sono tutti
Fonte Matteo Palumbo



