Monte Sant'Angelo è l'unico comune d'Italia a chiedere la chiusura di un istituto comprensivo
in Politica by Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani - pubblicato il 2008-10-18 13:24
Nella nostra città degradata, il Sindaco e la sua maggioranza vorrebbero deliberare, nel consiglio comunale del 20 c.m., la chiusura di un istituto comprensivo.
La città deve fermarli, perché nessuna legge impone tale obbligo.
La riorganizzazione della rete scolastica, prevista dal D. P. R. 233/1998, consente di conferire l'autonomia alle scuole con una popolazione compresa tra le 300 e le 500 unità, che si trovano in zone montane e siano degli istituti comprensivi.
A noi pare che Monte Sant'Angelo sia un comune montano e non ci risulta che gli istituti scolastici (elementari e medie) di questa città abbiano una popolazione al di sotto dei 300 iscritti.
Comunque sia, anche se Monte Sant'Angelo fosse diventata una città di pianura, la normativa vigente recita: "E' opportuno, tuttavia, che l'intervento sia gradualmente realizzato dalle regioni e dagli enti locali, col supporto di azioni mirate quali, l'attivazione di trasporti, l'adeguamento delle strutture edilizie, provvedendo alla realizzazione dei servizi in rete".
Mentre l'Amministrazione Ciliberti si affretta a sopprimere l'istituto comprensivo, la regione Puglia ha più volte espresso il parere sfavorevole per un contesto socio-ambientale aggravato da molteplici disagi familiari e dall'assenza di servizi pubblici essenziali.
Ragion per cui, l'Amministrazione comunale, con una città contro, non può togliere un servizio scolastico ad una popolazione ferita con un forte calo demografico, ai numerosi cittadini che abitano nella parte nord della città ed alle 400 famiglie che abiteranno nella nuova zona "Galluccio", privi di qualsiasi servizio di trasporto pubblico.
Se ciò accadesse, si danneggerebbe la qualità della didattica, alimentando la crisi occupazionale e demografica, già preoccupante.
Di fronte ad una crisi sociale devastante per la nostra fragile città, fa sorridere il pretesto di aver bisogno di qualche locale per chiudere un istituto comprensivo. In realtà, si mira a sbriciolare la realtà cittadina, creando disservizi alla popolazione, per spostare gli interessi abitativi, scolastici ed economici in altri territori.
Pertanto, invitiamo i cittadini alla mobilitazione per impedire lo stravolgimento della rete scolastica ed il pesante costo economico che graverebbe su tante
famiglie.



