Ordine del giorno presentato dall'on. avv. Paolo Agostinacchio capogruppo de la Destra
in Politica by La Destra - pubblicato il 2009-06-30 0:58
L’ On. Paolo Agostinacchio, consigliere provinciale de la Destra, segretario regionale del partito, ha depositato in data odierna l’ordine del giorno che si allega.
L’On. Agostinacchio, come preannunciato, chiede una verifica politica evidenziando, dopo il distacco dal centrodestra dell’Udc, il superamento dell’alleanza delle elezioni provinciali, quindi il venir meno delle ragioni della presenza nella giunta provinciale di uomini dell’Udc.
In un clima di grande confusione é assolutamente necessario, aggiunge l’esponente de la Destra, rimarcare senza equivoci la differenza tra centrodestra e centrosinistra.
L’ordine del giorno sarà illustrato in consiglio provinciale.
Ordine del giorno
l Consiglio Provinciale
premesso
nelle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009 l’Udc, nel turno di ballottaggio, ha sostenuto, previa intesa tecnica e politica (apparentamento), il candidato del centro-sinistra, eletto, successivamente, il 21 giugno, in virtù dei voti determinati dal Partito di Casini, Sindaco della città di Foggia;
nelle elezioni della primavera del 2008 il Presidente della Provincia fu eletto, in una coalizione di centro-destra, anche con i voti dell’Udc, che conseguentemente, è rappresentato in Giunta da due Assessori ed ha indicato il Presidente del Consiglio;
si è venuta a creare nella città capoluogo una situazione politico-amministrativa particolare: l’Udc è nell’Esecutivo provinciale, in una maggioranza di centro-destra, sarà nell’Esecutivo del Comune di Foggia in una maggioranza di centro-sinistra;
è evidente il distacco dell’Udc dalle motivazioni, che avevano determinato lo stare insieme delle forze politiche in un’area di centro-destra: tutto ciò è accaduto nelle recenti elezioni amministrative in concomitanza con la presenza degli Assessori dell’Udc nella Giunta provinciale, i quali non hanno ritenuto di rassegnare le dimissioni;
senza entrare nel merito delle decisioni assunte dall’Unione di Centro, è evidente, però, che tale operato porta alla conclusione della rottura degli equilibri politici esistente a Palazzo Dogana, non potendo più il Partito dell’on. Casini essere considerato parte di un’area che si qualifica di centro-destra;
la politica deve riconquistare il suo ruolo di guida, in un contesto di grande confusione, che induce gli elettori al non voto e ad una sfiducia crescente nei confronti della classe dirigente con delegittimazione delle Istituzioni; e pertanto non può prescindersi dalla coerenza, dalla chiarezza di intenti e da strategie collegate a programmi chiari, che connotano un’alleanza di centro-destra o di centro-sinistra;
si impone, pertanto, una verifica politica, dal momento che appare inequivocabile il contrasto degli atteggiamenti assunti dall’Udc con le posizioni di questo Partito all’epoca del successo elettorale del centro-destra a Foggia: una verifica che non può non essere preceduta dalla revoca delle deleghe assessorili, dal momento che tali deleghe sono collegate all’attuazione del programma del centro-destra, al quale gli elettori hanno conferito il mandato di governare la Capitanata;
il fatto, assume, inoltre rilevanza nazionale che coinvolge e travolge le ragioni del centro-destra, incentrate soprattutto su radicamenti culturali e prospettive di netto contrasto con la sinistra, che è parte egemone nella coalizione sostenuta dall’Udc a Palazzo di città, a Foggia;
sulla base di tali considerazione
invita
il sig. Presidente della Provincia ad aprire con chiarezza una fase di chiarimento politico, dal momento che non pare possa essere tollerato il contrasto sopra rappresentato, in considerazione, per altro, della non trascurabile circostanza che gli uomini di Casini non hanno dichiarato la loro indipendenza, comunque la loro autonomia rispetto a decisioni che hanno riconsegnato il governo della città di Foggia alla sinistra;
fa voti
affinché la Provincia di Foggia abbia un Esecutivo che sia proiezione della volontà degli elettori di Capitanata di essere governati, senza ambiguità ed incoerenza dal centro-destra.



