Petrolio alle Tremiti, Prencipe: Il Consiglio accoglie il nostro invito alla mobilitazione
in Politica by Foggia - pubblicato il 2010-04-27 14:14
A Roma devono capire che non consentiremo a nessuno di avvelenare il nostro mare”
“La convocazione del Consiglio provinciale alle Tremiti ha prodotto quanto da noi auspicato al momento della sollecitazione: l’intera Capitanata è finalmente mobilitata a tutela delle comunità, dell’ecosistema marino e dei comparti economici che sarebbero irrimediabilmente danneggiati dall’estrazione di petrolio nello specchio d’acqua tra il Gargano e le Diomedee”. Lo afferma il capogruppo del PD a Palazzo Dogana, Antonio Prencipe, tra i sottoscrittori della proposta di riunione straordinaria e monotematica dell’Assise a San Domino.
I consiglieri del Partito Democratico hanno predisposto un documento che “sottoporremo all’attenzione delle altre forze politiche come contributo alla discussione, a cui parteciperemo con spirito costruttivo e volontà unitaria – sottolinea Prencipe – perché non è su questi temi che si devono e possono rimarcare le differenze politiche. Ciò che conta è impegnarsi per il territorio che si rappresenta”.
Il documento ribadisce e documenta le ricadute negative sull’ambiente marino prodotte già in fase di trivellazione esplorativa, giacché “le compagnie petrolifere utilizzano per la trivellazione speciali fluidi e fanghi perforanti, necessari a per portare in superficie i detriti perforati, che sono tossici e difficili da smaltire, poiché lasciano tracce di cadmio, cromo, bario, arsenico, mercurio, piombo, zinco e rame; questi elementi pesanti sono nocivi e si bioaccumulano negli organismi marini, a partire dai pesci destinati all’alimentazione come dimostrano diversi studi redatti da agenzie governative europee e non che hanno verificato livelli di mercurio particolarmente alti nei pesci pescati vicino le piattaforme petrolifere”. Se si arrivasse all’estrazione, si avrebbe un incremento esponenziale nell’apporto di inquinanti di derivazione petrolifera – “già oggi pari al 47% dell’intero volume di materiale che insozza il mare” – e l’insorgenza del rischio di gravi incidenti industriali “in cui potrebbero essere coinvolti – sottolinea Antonio Prencipe – anche le navi passeggeri di linea e le imbarcazioni da diporto”.
“La realtà dei fatti è che non c’è alcuna ragione per acconsentire alla trivellazione del nostro fondo marino – conclude il capogruppo del Partito Democratico – ed è bene che al ministro dell’Ambiente ed al Governo giunga forte e chiara la contrarietà dell’intera Capitanata: non consentiremo a nessuno di avvelenare il nostro mare”.



