Salatto (Pd) 'Lucera merita di più'
in Politica by Michele Salatto - pubblicato il 2010-03-23 11:23
Giornata lucerina, quella di lunedì 22 marzo, per Michele Salatto. Il candidato del Pd al Consiglio regionale della Puglia ha avuto diversi incontri con gli elettori e una rappresentanza del mondo artigiano nel centro svevo. “Lucera – ha detto Salatto - è molto di più della meravigliosa Città d’Arte che conosciamo. Ho lavorato per quattordici anni in questa città e ne ho potuto apprezzare tanti aspetti. Lucera ha le qualità e i numeri per riappropriarsi di un ruolo che anche la pianificazione strategica di area vasta e il piano socio-sanitario di zona le riconoscono, quello di “capofila” dello sviluppo di un territorio che comprende i 29 comuni dei Monti Dauni”.
“La vocazione lucerina all’agroalimentare di qualità è espressa da numeri significativi. Le aziende che operano in questo settore, nel centro svevo, sono circa 1000 e coltivano oltre 4mila ettari di terreno. Sono numeri importanti, supportati qualitativamente da imprese che esportano vino, conserve e olio soprattutto. L’industria alimentare conta poco meno di 100 realtà produttive e commerciali. Questo significa che le potenzialità di Lucera sono enormi e in gran parte ancora inespresse se si pensa alle opportunità rappresentate da una più efficace azione di marketing territoriale, dalla costituzione di consorzi che uniscano competenze e risorse per la creazione di un marchio e la commercializzazione dei prodotti, dall’attivazione di un Piano per gli Insediamenti Produttivi che metta in condizione le piccole e medie imprese del settore di specializzarsi, qualificare il proprio lavoro e ampliare l’attività”. Salatto, poi, ha affrontato la questione attinente il turismo e una nuova organizzazione dell’offerta.
“Poche altre città, in Italia – ha affermato il candidato Pd - possono vantare il patrimonio che fa di Lucera una delle città più belle della nostra Puglia. Il Castello conserva integra tutta l’imponente cinta muraria e, al suo interno, conserva un’area archeologica mai valorizzata pienamente. La Cattedrale, Piazza Duomo, l’anfiteatro, il Museo Civico Fiorelli e il Palazzo Vescovile costituiscono solo una piccola parte di cento diversi e ricchissimi percorsi storici fatti di antichi palazzi, splendide chiese, deliziosi cortili e di una trama di bellezza che si dipana in ogni strada del centro storico. Occorre tracciare un filo conduttore per rendere pienamente fruibile questo patrimonio, sostenendo l’opera meritoria di associazioni come la Proloco, gli “Amici della Musica”, gli ideatori e organizzatori del “Festival della Letteratura Mediterranea”, gli operatori della ricettività e della ristorazione, favorendo programmi di valorizzazione delle tipicità come il progetto “Km Zero”.
Michele Salatto, inoltre, punta sulla pianificazione urbanistica per rilanciare l’edilizia sostenibile nel centro svevo. “A Lucera non c’è pianificazione dello sviluppo urbanistico. L’ultimo strumento di programmazione e razionalizzazione, il vecchio Piano Regolatre, risale al 1978. La zona 167 e la cosiddetta Lucera 2 sono ancora prive di servizi essenziali e nonostante ospitino più di un terzo della popolazione, a quei quartieri non è stata ancora data un’identità. Bisogna ricominciare da lì, dai quartieri costretti a essere periferia dal punto di vista sociale e infrastrutturale come il Rione Cappuccini e la zona di Pezza del Lago, promuovendo il modello dell’housing sociale e valorizzando la partecipazione diretta dei cittadini ai programmi di riqualificazione urbana. Una considerazione a parte merita la rigenerazione del centro storico, laddove è necessario compiere un’analisi approfondita sugli immobili da riqualificare e sulla sicurezza dei nuclei abitativi più esposti al degrado statico e strutturale, come abbiamo fatto a Foggia. Un’azione di questo tipo può avere due immediati effetti positivi: aumentare la qualità della vita dei cittadini e rimettere in moto l’edilizia che non specula ma riqualifica”.
Michele Salatto, infine, lancia una proposta di alleanza e mobilitazione organizzata per affrontare il disagio sociale. “Lucera fa registrare tre dati molto positivi. E’ una delle città con la più alta percentuale di giovani sul totale della popolazione residente; una delle realtà in cui più forte è l’attivismo di operatori del volontariato e maggiore la presenza di istituti scolastici anche molto importanti da coinvolgere in programmi di valenza educativa e di formazione. Elementi fondamentali, quelli cui ho accennato, per affrontare il disagio sociale attraverso una nuova alleanza tra le istituzioni e le realtà più attive del tessuto sociale ed economico del centro svevo”.



