Sempre più persone lasciano la città dell'Arcangelo. di Francesco Palumbo
in Politica by - pubblicato il 2007-10-25 13:23
Sito di interesse storico-culturale e inserita in un contesto paesaggistico
definito tra i più suggestivi del Gargano, la città di Monte Sant‚ÄôAngelo è senz‚Äôaltro uno dei centri più considerevoli e ancestrali del
promontorio.
Questa indiscussa importanza è ascrivibile principalmente al Santuario di San Michele Arcangelo che, sin da tempi
immemoriabili, l’ha resa meta di pellegrinaggi da tutto il mondo e oggetto di particolari devozioni da parte dei cittadini stessi che la
abitano: i montanari.
Ed è proprio a Voi, cari compaesani, a cui voglio rivolgere un
monito circa il futuro del nostro (spero) amato paese.
Ogni anno si assiste, vertiginosamente, ad un esodo ormai senza fine di
giovani che abbandonano la nostra terra (in cerca di sistemazioni occupazionali o per scegliere università che non siano l‚Äôateneo foggiano)
senza più tornarci ad abitarla.
E sempre ogni anno è in continuo crescendo la popolazione anziana rispetto ai giovani, con un
conseguente aumento di bare alle culle.
Di recente inoltre, come se non bastasse, si è
presa conoscenza dell’ennesima crisi occupazionale che ha investito svariate piccole imprese facenti parte del contratto d’area sulla piana
di Macchia.
Evento che senza dubbio ha fatto crescere il malcontento e alimentato ancor più la voglia di andar via dal
paese.
A questo punto la domanda sorge spontanea. Come può un giovane credere e rimanere in questa terra, vedere un futuro, rendersi
autonomo o progettare di costruirsi una famiglia senza garanzie concrete?
Niente lavoro uguale niente famiglia. Niente famiglia
uguale niente nascite!
Ogni anno l‚Äôistituzione del matrimonio viene scelta sempre meno, in un paese ove la crescita demografica è già
alquanto compromessa.
Di facile intuizione, a tal punto, è capire quali saranno le sorti di un paese che ha protratto la sua storia per secoli, quale è il nostro, e che fra un po‚Äô di anni si troverà a fronteggiare una problematica non di certo trascurabile: il continuo decremento di abitanti!
Non resta che esortare vivamente l’intera popolazione montanara a cercare di valorizzare in ogni modo la nostra terra, rivolgendo un particolare sollecito soprattutto alla classe dirigente attualmente in carica di prendere atto della situazione, non sottovalutarla e cercare di adottare ogni sorta di contromisure atte a migliorare la misera condizione occupazionale di oggi, incentivando quindi i giovani a rimanere.
Dopo più di 1500 anni di storia, tradizioni, usi, costumi e tanto altro‚Ķ NON LASCIAMO MORIRE MONTE!
Fonte Francesco Palumbo



