Un' Autorità Portuale senza i requisiti di legge

Manfredonia - 'Se si fosse aderito all’Autorità del Levante il costo per gli organi non ci sarebbe stato, il porto avrebbe beneficiato dei servizi resi dalla struttura tecnica dell’AP e tutte queste entrate avrebbero finanziato manutenzioni ed investimenti.Si pensi ad esempio a quale...

in Politica by Ufficio Stampa Angelo Riccardi - pubblicato il 2010-02-12 11:52
Angelo Riccardi

'Se si fosse aderito all’Autorità del Levante il costo per gli organi non ci sarebbe stato, il porto avrebbe beneficiato dei servizi resi dalla struttura tecnica dell’AP e tutte queste entrate avrebbero finanziato manutenzioni ed investimenti.Si pensi ad esempio a quale mutuo sarebbe possibile accendere con un onere finanziario di 700.000 euro l’anno'.

Passando all’argomento investimenti, 'mentre si parla, o meglio si favoleggia di 30 milioni che sarebbero stati assegnati a Manfredonia con la Finanziaria, vediamo che cosa è stato concretamente fatto in questi anni di Commissariamento. Il Commissario continua ad esporre, dal 2007, in conto capitale, il contributo di 10.000.000. Di tale importo non è stato speso un solo euro. Per magia, dopo averlo portato interamente a residuo il contributo raddoppia e nel bilancio 2008 i milioni diventano 20. Ora si parla di 30 milioni con cui si dovrebbe ristrutturare il molo industriale, fare i dragaggi, realizzare un terminal crociere ed ampliare la sede della Capitaneria di porto. Ora, se i numeri non sono numeri al lotto, i progetti di manutenzione straordinaria approvati dal Consiglio superiore dei Lavori Pubblici nella seduta del 15/12/2004 ammontavano a 64.712.806 euro come da documenti ufficiali del Ministero. Allora ci vorrebbe un po’ di serietà e smetterla di giocare con la buona fede dei cittadini di Manfredonia. Se ci sono progetti nuovi, si tirino fuori e si dica cosa si vuole fare dei 30 milioni. Si badi bene però, che nessuno può pensare di gestire cifre del genere senza un confronto con la città. Il piccolo particolare è che l’Autorità fantasma non ha nominato i suoi organi collegiali. Non c’è il Comitato Portuale e allora il sogno del Commissario sarebbe, ammesso e non concesso che tali finanziamenti ci siano, di poter gestire in perfetta solitudine appalti multi milionari così come sta gestendo, in perfetta solitudine, e non si sa in base a quali procedure di affidamento, incarichi per svariate decine di migliaia di euro a ingegneri baresi, in particolare allo studio Guadagnuolo, notoriamente legati all’UDC ed in particolare al ex vice Ministro Tassone. A suo modo anche lui fa l’Autorità del Levante ! Ma vediamo invece la cruda realtà: nel 2006 sono stati spesi 3.600 euro per acquisto di mobili per la sede, nel 2007 ben 20.813 euro e nel 2008 29.781 di cui 9.201 per manutenzione straordinaria.Nell’Autorità del Levante, per manutenzioni e ammodernamenti sono stati spesi nel 2008: 62.000 euro per Barletta e 161.000 euro per Monopoli; nel 2009: 200.000 euro per Barletta e 104.000 per Monopoli. Nel bilancio di previsione 2010 è previsto complessivamente, per i due porti l’importo di 695.000 euro.A tutto questo, ovviamente, devono essere aggiunti i costi per i servizi di interesse generale (pulizie aree comuni, illuminazione, servizio idrico ecc., nonché la security) Le cifre parlano da sole. Se poi volessimo parlare di Bari, cui si paragona il Commissario, i costi di tutti questi servizi e delle manutenzioni arrivano a 4 milioni annui'.

Parlando, infine, di traffici “per potere esistere, un’Autorità Portuale deve movimentare almeno 3.000.000 di tonnellate annue di merce al netto delle rinfuse liquide ovvero 200.000 teus (containers). Con buona pace del Commissario Falcone il Porto di Bari movimenta circa 1.600.000 tonnellate di merci alla rinfusa e circa 3.500.000 di merce varia su rotabili (dati 2009) oltre, ovviamente, a circa 2.000.000 di passeggeri. Barletta movimenta intorno al 1.100.000 tonnellate e Monopoli 270.000. Siamo in totale, per tutta l’Autorità del Levante, a circa 6.500.000 tonnellate.  È chiaro come l’unione dei porti riesca ad aumentare la massa critica e a generare maggiori risorse economiche e migliori servizi. Manfredonia, nel 2009 ha movimentato 512.326,4 tonnellate in sbarco e 417.612,1 tonnellate in imbarco. Queste ultime, tuttavia, comprendono 200.000 tonnellate di acqua e 65.000 tonnellate di vino che, a rigore, non sarebbero nemmeno utili al raggiungimento della soglia di tre milioni.Ma tutto ciò ha poca importanza. Anche i dati di tutti gli anni precedenti, fra alti e bassi, sono lontanissimi dalla soglia indispensabile per potere dare vita ad un’autorità portuale autonoma.  Nell’anno migliore, il 2007, si sono raggiunti 1.227.000 tonnellate, sempre comprensive di acqua e vino. Il punto vero è un altro e riguarda il lavoro e l’occupazione. I lavoratori portuali di Bari hanno una media di lavoro che raggiunge le 21 giornate mensili su 26 lavorabili. Il ricorso alla cassa integrazione è minimo. Non è così a Manfredonia dove a malapena, si raggiungono le 10, 11 giornate lavorate mensili. L’occupazione complessiva, nello scalo barese, è pressoché raddoppiata. Fra lavoratori diretti e indiretti, varie attività pubbliche e private, a Bari sono impiegate circa 1000 persone. Ciò che emerge da un’analisi anche molto superficiale della situazione, è che il simulacro di Autorità Portuale serve solo agli interessi politici e personali dei Commissari, come ha detto la Corte dei Conti, e nessuna bufala elettorale da 30, 50 o 100 milioni di euro può coprire la realtà triste di un porto che perde sempre più posizioni e competitività e non riesce a produrre né lavoro né ricchezza.
Un porto in grave crisi. Si è persa un’occasione solo per un’impuntatura politica, per l’ennesima volontà di affermazione dell’arroganza del potere. È tutto da vedere se il tempo perso si potrà recuperare. Quello che è certo è che la discussione sul porto di Manfredonia dovrebbe tornare a parlare il linguaggio della verità e tutta la città dovrebbe unirsi su un serio progetto di sviluppo del porto'.

Angelo Riccardi