Pasqua: usanze foggiane

Foggia - La ricerca sulla tradizione della S. Pasqua a foggia, purtroppo, non è stata facile, per mancanza di documenti scritti, in quanto nei tempi passati nessuno si è preoccupato di lasciare traccia sulla tradizione e le usanze in città. Pertanto, i soci dell’Associazione...

in Sagra by Giovanni Manzari - pubblicato il 2010-03-18 11:12
Pasqua nella tradizione

La ricerca sulla tradizione della S. Pasqua a foggia, purtroppo, non è stata facile, per mancanza di documenti scritti, in quanto nei tempi passati nessuno si è preoccupato di lasciare traccia sulla tradizione e le usanze
in città.

Pertanto, i soci dell’Associazione Culturale Piccole Arti, nonostante tutto hanno deciso di impegnarsi per realizzare una mostra sulla tradizione della Pasqua, con lo scopo di sostenere e divulgare alle nuove generazioni le tradizioni locali.

Siamo andati alla ricerca di notizie presso parenti, amici e rivisitando anche i nostri ricordi dell’infanzia, raccogliendo, tutti quei particolari utili a comporre il nostro piccolo mosaico sulle tradizioni e usanze pasquali del XX secolo.

A Foggia sin dal secolo scorso, la preparazione al periodo pasquale iniziava la Domenica delle Palme, infatti in tale giorno i foggiani credenti si recavano in chiesa per la benedizione del ramoscello d’ulivo e al termine della celebrazione, riempivano un piccolo contenitore di vetro con acqua benedetta, che serviva per aspergere la mensa e i presenti.

La benedizione era affidata al capo famiglia, spesso erano i nonni a compiere questo significativo rituale, con la lettura di una preghiera.

La settimana che precedeva la Pasqua, era piena di tradizioni religiose, infatti sino alla fine degli anni sessanta in tutte le chiese era consuetudine coprire con telo viola tutte le immagini sacre.

La sera del Giovedì Santo, nelle chiese si svolgevano le celebrazioni, dove venivano addobbati altari laterali chiamati popolarmente Sepolcri, secondo alcune credenze piene di superstizione, le visite alle chiese dovevano essere di numero dispari.

In seguito, la terminologia di visita ai Sepolcri venne sostituito con l’esatta definizione di celebrazione dell’ultima cena, che rievoca la nascita della chiesa e l’istituzione dell’eucarestia.

Il Venerdì Santo nelle ore pomeridiane, dalla Cripta della Cattedrale iniziava la processione con le statue dei misteri di Gesù, portate a spalla dai Confratelli dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento.

Nel tratto di via Arpi dopo le statue dei misteri, si inseriva la Madonna Addolorata che usciva dall’omonima chiesa, portata a spalla dai Confratelli di Maria SS.ma dei Sette Dolori, poi seguiva la pesante urna del Cristo morto.

La tradizionale processione alla quale partecipavano tutte le Congregazioni religiose della città, percorreva le vie principali concludendosi in piazza Cattedrale, dove si svolgeva la sacra rappresentazione dell’incontro tra la Madonna Addolorata e l’urna con il corpo di Gesù, questo era il momento tanto atteso dai foggiani, che seguivano la sacra rappresentazione con commozione, al suono della marcia funebre intonata dalla banda cittadina.

Negli ultimi decenni la crescita demografica della popolazione, creava difficoltà logistiche allo svolgimento della sacra rappresentazione dell’incontro, che da allora si svolge in piazza XX setembre.

La Domenica di Pasqua, le campane delle chiese suonavano festose per annuciare alla città la gioia della resurrezione.

Ancora oggi, la tradizione religiosa legata ai riti della settimana Santa, viene conservata in città, suscitando le stesse emozioni del passato.

Anche a Pasqua come a Natale, i bambini hanno il loro spazio con la lettura della letterina scritta a scuola e indirizzata ai genitori, seguita dalla recita della poesia, al termine i regalini dei presenti al pranzo. La tradizione della Pasqua foggiana legata ai vari momenti e simboli della fede cristiana, si concentra per le golosità della tavola al noto pranzo, anche su questo il menù è vario, infatti a Foggia molte usanze della civiltà contadina, non sono originali del luogo ma importate dai paesi limitrofi.