La Morte di Carnevale della 'Nuova Compagnia di Teatro Popolare'
in Teatro by Lazzaro Del Sordo-NCTP - pubblicato il 2009-02-19 17:10
Martedì 24 febbraio 2009, durante l'ultima sfilata del 1° Carnevale Intercomunale, a San Giovanni Rotondo va in scena l'antico rituale della 'Morte di Carnevale', un evento culturale interpretato dalla 'Nuova Compagnia di Teatro Popolare'.
Tradizionali riti pagani, sull'impronta delle antiche danze dionisiache, suoni di corno e cortei, saranno accompagnati da una rappresentazione che vuole celebrare il funerale di Carnevale, con canti, processioni, lamenti prefici e vedove in lutto. Una cerimonia che fa da stura al periodo di divieti e astinenze che è la Quaresima.
La NCTP inscena questo avvenimento in chiave artistica, per una riflessione sull’estrema vanità del mondo, sulla caducità dell’uomo e la sua morte, sull’inevitabile alternanza di gioia e dolore.
La 'Morte di Carnevale' trae le sue radici storiche da antichissimi riti pregreci ed è un evento patrimonio della tradizione di molte regioni italiane, soprattutto meridionali. Periodi in cui i lavori stagionali della campagna avevano una tregua, durante il Carnevale i ruoli sociali venivano rovesciati e in cui si potevano liberare finalmente le pulsioni represse della civiltà agropastorale del Meridione. Tradizioni complesse del Mezzogiorno che attingono ai riti del risveglio della natura e ai Saturnalia romani.
Il rito di Carnevale Morto messo in scena dalla NCTP, si sviluppa essenzialmente in un pubblico processo, dopo i lamenti ed il pianto delle vedove inconsolabili.
Apre il corteo un monaco pazzo e volgare, dalle fattezze grossolane, accompagnato da un fraticello che porta l’occorrente per la benedizione.
A seguire c'è la banda, composta da improbabili musicisti, che alternano marce funebri a balli tradizionali. Subito dietro, c'è il feretro di Carnevale: 'un fantoccio di poveri panni imbottito di paglia che oscenamente scopre le vergogne sul davanti, un bisunto cappellaccio, un fiasco tra le rozze braccia', portato in spalla da quattro necrofori dotati di fiaschi di vino per ristorarsi durante il tragitto funebre. Il feretro è seguito dalle sette vedove inconsolabili di Carnevale, tra le quali ne spicca una, incinta, che darà alla luce, alla fine della rappresentazione, il figlio di Carnevale, di nome Carnevalicchio.
Seguono le Autorità, vale a dire il Prete, per dare l'ultima benedizione al morto e al popolo, il Notaio che leggerà il Testamento di Carnevale, e il Medico che elencherà le innumerevoli malattie di Carnevale e la causa della sua morte.
Alla fine del processo, si canta e si balla attorno al feretro di Carnevale, a esorcizzare la morte e a inneggiare alla vita.



