Teatro a scuola: I ragazzi dell'ITC 'Amaduzzi' vanno in scena
in Teatro by Maria Lucia Ippolito - pubblicato il 2009-06-05 15:11
Quando professionismo e scuola si incontrano non può che essere un grande successo. E così è stato per i ragazzi dell’ITC “Aldo Amaduzzi” che, sotto la direzione magistrale dell’attrice Assunta Radogna e la coordinazione dalla prof.ssa Angela De Leo, hanno messo in scena, venerdì 29 maggio, la commedia “Spirito allegro”.
A chiusura di serata, una performance di alta professionalità di Assunta Radogna in un pezzo di Filumena Marturano.
“Trovo opportuno sottolineare che l’ITC, pur essendo una scuola prevalentemente tecnica, ha voluto, come solo qualche altra dello stesso tipo in provincia, finalizzare un PON al teatro. E questo è decisamente un merito, poiché la tendenza tra le scuole tecniche è diversa.”
Così dice la professoressa Angela De Leo, sottolineando la novità della scelta dell’Istituto Tecnico di San Giovanni Rotondo, scelta che ha condotto ad un risultato importante da un punto di vista didattico ed umano e che sicuramente apre la strada ad un nuovo modo di “formare”: dinamico, intraprendente ed accattivante.

La collaborazione e l’interazione tra potenzialità intellettive diverse (insegnanti ed esperti esterni) finalizzata all’arricchimento dei giovani, che rappresentano una riserva di energia, di entusiasmo, di forza, da incanalare e guidare, è sicuramente una carta vincente.
Quando poi la scuola, affiancata e sostenuta da professionisti, in tempi in cui tanto da un punto di vista mediatico, sembrerebbe andare verso l’appiattimento, riesce a dare importanza ad opere culturali classiche e complesse, rendendole fruibili ai ragazzi, che vivendole attraverso la drammatizzazione, riescono ad entrare nel mondo meraviglioso e articolato delle emozioni, della gestualità, della psicologia, del gioco della parola che diventa al tempo stesso arte e vita, si ha una vittoria sociale! In futuro si spera, quindi, che non si abbandoni questa concezione della formazione giovanile e si continuino ad utilizzare risorse per coinvolgere nelle scuole veri professionisti esterni, senza i quali i percorsi educativi risulterebbero incompleti ed approssimativi.
I giovani, i nostri giovani, che sono i nostri figli e la nostra speranza di rinascita umana ed esistenziale, sono capaci di sorprendere, sono eccezionali nel comprendere e nel dare. Tocca a noi porgere dei messaggi forti di libertà e coraggio, che nascono dall’unica potente arma pacifica, capace di farci vincere le battaglie sui valori: la cultura.
Lo dico da insegnante, che ama far innamorare della vita, lo dico da vicesindaco, convinta che il potenziamento dello spessore culturale sia la base per una maggiore giustizia sociale e per la crescita civile.



